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Grotte di Punkva e abisso di Macocha: immersione nel fiume sotterraneo della Moravia

Tra le colline calcaree a nord di Brno, nella regione della Moravia Meridionale in Cechia, il fiume Punkva scompare sottoterra e non rivede la luce del giorno finché non ha attraversato uno dei sistemi di grotte più celebri dell'Europa centrale. Nel Carso Moravo, chiamato localmente Moravský kras, i visitatori possono camminare sotto soffitti di pietra a volta, salire su una piccola barca che scivola nell'oscurità totale, e infine riemergere all'aperto ai piedi di una voragine così vasta da sembrare inghiottire il cielo sovrastante. Pochi luoghi al mondo permettono di vivere un fiume sotterraneo attivo in modo così diretto, dalla sua scomparsa in superficie fino all'attraversamento di sale simili a cattedrali.

Un paesaggio carsico vicino a Brno

Il Carso Moravo è una delle regioni carsiche più importanti dell'Europa centrale. Si è formato in un calcare devoniano che l'acqua ha dissolto nel corso di un tempo geologico immenso. Il risultato è un altopiano ondulato costellato di doline, valli secche, gole e centinaia di grotte conosciute, molte delle quali restano poco esplorate oltre l'ingresso. L'area è protetta come riserva paesaggistica, e ai suoi margini sorgono piccole città e villaggi, tra cui Blansko, che funge da porta naturale d'accesso per molti visitatori diretti verso il carso, insieme a Sloup e ad altri centri più vicini alle grotte stesse. A differenza delle vette drammatiche delle Alpi o dei Tatra, il Carso Moravo mostra la sua spettacolarità sottoterra piuttosto che in superficie, ed è proprio questo a rendere la visita simile alla scoperta di uno strato nascosto del paese.

La Punkva: un fiume che svanisce

Il fiume che dà il nome alle grotte, la Punkva, nasce dall'unione di corsi d'acqua più piccoli che si infiltrano nel calcare e percorrono una distanza considerevole attraverso gallerie sotterranee prima di riemergere. Un fiume che scompare in questo modo è un tratto tipico dei territori carsici di tutto il mondo, ma il Carso Moravo si distingue per la facilità con cui rende accessibile questa idrologia nascosta ai visitatori comuni. Invece di restare un processo invisibile riservato agli studi geologici, il tratto sotterraneo della Punkva può essere effettivamente seguito, in parte, in barca, trasformando l'idea astratta di un fiume che si inabissa nella roccia in un'esperienza diretta, con i colpi di remo che rimbombano contro soffitti invisibili.

Molti visitatori raggiungono l'ingresso delle grotte a piedi, scendendo attraverso il Pustý žleb, una spettacolare gola secca i cui fianchi ripidi e boscosi incanalano il sentiero verso l'imbocco delle grotte di Punkva. Questa valle è secca per gran parte del suo percorso proprio perché il suo corso d'acqua originario ha da tempo trovato una via sotterranea, lasciando dietro di sé un canyon modellato da un'acqua che oggi non scorre più in superficie. Percorrere questo accesso a piedi, ancor prima di entrare nella grotta, offre una percezione molto chiara del più ampio processo carsico, poiché la valle in superficie e il fiume nascosto sottostante non sono che due espressioni dello stesso sistema di drenaggio.

Vita sotterranea

Al di là della loro geologia, le grotte del Carso Moravo sono anche un rifugio per una fauna adattata al buio costante e alle temperature stabili. Diverse specie di pipistrelli vi svernano, e alcune parti del carso sono protette specificamente per salvaguardare i loro siti di ibernazione, con alcuni tratti chiusi ai visitatori nei periodi più delicati dell'anno. La temperatura all'interno delle grotte resta fresca e sorprendentemente costante in ogni stagione, motivo per cui le grotte turistiche possono essere visitate comodamente quasi tutto l'anno, anche se è consigliabile portare una giacca perfino in piena estate, dato che il fresco sotterraneo contrasta nettamente con l'aria calda della Moravia all'esterno.

Dentro le grotte di Punkva

Le Punkevní jeskyně, le grotte di Punkva, sono le grotte turistiche più conosciute e visitate del Carso Moravo, e una visita unisce tipicamente due sensazioni molto diverse. I visitatori attraversano prima a piedi una serie di sale asciutte decorate da stalattiti e stalagmiti, formazioni di concrezioni calcaree cresciute goccia dopo goccia nel corso di migliaia di anni, illuminate in modo da rivelarne le pallide texture stillanti. Al percorso a piedi segue una traversata in barca lungo il tratto sotterraneo della Punkva stessa, dove piccole imbarcazioni scivolano silenziosamente attraverso passaggi stretti e allagati, scavati direttamente nella roccia. È un momento quieto, quasi meditativo della visita, con la barca che avanza in un silenzio assoluto interrotto solo dal rumore dell'acqua contro lo scafo, prima che il tunnel si apra improvvisamente sulla luce del giorno.

L'abisso di Macocha

Quella luce del giorno accoglie i visitatori sul fondo dell'abisso di Macocha, uno degli elementi naturali più impressionanti dell'intera regione e la meta verso cui converge tutto il viaggio sotterraneo. Macocha è un'enorme dolina di crollo, una voragine formatasi quando il tetto di un sistema di grotte sottostante è crollato, lasciando pareti calcaree verticali che precipitano fino a una profondità di circa 138 metri, il che la rende una delle gole più profonde del suo genere in Europa centrale. Sul fondo, la Punkva forma piccoli laghi alimentati dallo stesso fiume che le barche hanno appena percorso. I visitatori possono ammirare l'abisso anche dall'alto, da belvedere superiore e inferiore raggiungibili a piedi o con una funivia che porta i passeggeri sopra i versanti boscosi che circondano la voragine, offrendo uno sguardo vertiginoso proprio verso quelle profondità che i passeggeri della barca vivono dal basso.

La leggenda della matrigna

Il nome Macocha significa matrigna in ceco, e deriva da una leggenda popolare tramandata da generazioni in questa regione. Secondo il racconto, una matrigna crudele avrebbe tentato di liberarsi del figliastro spingendolo nell'abisso, ma il ragazzo sarebbe sopravvissuto, trattenuto da rocce o vegetazione a metà della caduta, mentre la matrigna stessa avrebbe poi trovato la morte in quello stesso baratro, che sia caduta, sia stata spinta o si sia gettata da sola, a seconda della versione narrata. Come molte leggende legate a fenomeni naturali spettacolari, i dettagli cambiano a seconda di chi racconta la storia, ma il nome è rimasto saldamente legato alla voragine da tempo immemorabile, conferendo a una meraviglia essenzialmente geologica una tonalità molto umana e ammonitrice.

Secoli di esplorazione

L'esplorazione sistematica del Carso Moravo è strettamente legata a due figure i cui nomi ricorrono continuamente nei musei e nelle esposizioni dedicati alle grotte della regione. Jindřich Wankel, medico e naturalista attivo nell'Ottocento, è spesso considerato una figura fondatrice della speleologia e dell'archeologia morava, avendo condotto alcune delle prime indagini scientifiche sulle grotte del carso. Karel Absolon, attivo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, ampliò notevolmente questo lavoro, sia mappando e aprendo ai visitatori nuove grotte, sia conducendo scavi archeologici di grande rilievo, in particolare a Býčí skála, la grotta della Roccia del Toro, dove ritrovamenti risalenti al periodo di Hallstatt, tra cui figurine bronzee di tori che diedero il nome alla grotta, indicano un uso rituale o funerario in epoca preistorica. Oltre alle grotte di Punkva, il Carso Moravo custodisce altre grotte turistiche degne di nota, tra cui la Kateřinská jeskyně, la Balcarka jeskyně e le collegate Sloupsko-šošůvské jeskyně, ciascuna con un proprio carattere di sale, formazioni e gallerie all'interno dello stesso massiccio carsico.

Sulla mappa

Le grotte di Punkva e l'abisso di Macocha si trovano all'interno di un paesaggio più ampio fatto di doline, valli secche e grotte meno conosciute, che ripagano un'esplorazione più lenta e indipendente una volta visto il circuito principale delle grotte turistiche. Per collocare questo sistema fluviale sotterraneo nel suo contesto geografico, accanto ad altre formazioni carsiche e sistemi di grotte documentati in tutto il mondo, apri la mappa e scopri esattamente dove si colloca il Carso Moravo tra questi.